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| L'amore per la Terra Santa Intervista a Mons. Donato Coco vicario generale della Arcidiocesi di Foggia-Bovino che ha ricevuto l'investitura di cavaliere dell'Ordine del S. Sepolcro Quando ha avvertito la chiamata e deciso di diventare Cavaliere del Santo Sepolcro?" Non sono stato io a fare domanda per ricevere l'investitura a Cavaliere del S. Sepolcro. Dopo ripetuti inviti ad entrare nell'Ordine da parte e del cavaliere Mons. Paolo Pesante e del comm. Norberto Alessio, Preside della Sezione Puglia Settentrionale-Foggia, ho dato la mia adesione, convinto che anche questa fosse una chiamata del Signore e che appartenere all'Ordine potesse accrescere in me l'amore per la Terra Santa e l'attenzione solidale alle chiese ivi presenti, le quali hanno bisogno, oggi più che mai, del conforto e del sostegno morale ed economico di tutti i cristiani ". Cosa significa per lei essere cavaliere e che cosa aggiunge al Suo ministero sacerdotale? " Essere cavaliere per me, sacerdote, significa, come per tutti gli altri cavalieri, sforzarmi di essere, con la grazia di Dio, un buon cristiano e un buon cattolico che vive nel quotidiano la propria fedeltà al Signore e alla Chiesa con leale generosità, senza mai vergognarsi di Cristo, sempre pronto a dare ragione della propria appartenenza alla comunità dei discepoli del Signore Risorto e a testimoniarne la dirompente vitalità nella e con la Chiesa tutta, impegnato nella promozione della giustizia e della pace. Come sacerdote, in particolare, essere cavaliere per me significa farmi compagno di strada di quanti militano nell'Ordine, al servizio del Signore, innamorandoli sempre più di Cristo, della Chiesa, dei Luoghi Santi che è necessario avere familiari sia col visitarli sia col conservarne viva la memoria, per non dimenticare le radici storiche della propria fede e testimoniarla con la freschezza delle origini. Sono stato due volte in Terra Santa. Vorrei ritornarvi una terza volta insieme col mio Ordine, non solo per rivivere le emozioni indimenticabili già provate, ma anche per condividere insieme ai miei fratelli quella che considero una grazia che c'indebita per sempre, così che l'unico modo di sdebitarsi è quello di ritornarvi ancora e portare alle Chiese che vi risiedono il segno di una carità concreta e l'assicurazione del nostro affetto e la nostra preghiera per esse ". Qual è stato il momento più emozionante della cerimonia d'investitura Cavaliere? " L'abbraccio di pace con Sua Beatitudine il Patriarca Latino di Gerusalemme, S.E. Mons. Michel Sabbah. Abbraccio che si è ripetuto alla fine del pranzo in suo onore. Mi sono sentito accolto nella sua comunità, ho respirato nel suo abbraccio il suo grande amore alla propria Chiesa, che è la Chiesa Madre di tutte le Chiese cristiane. Ne sono rimasto ancor più fortemente contagiato. Mi sento cittadino di Gerusalemme. Ad essa auguro giorni di serenità e di pace, nella giustizia e nella verità ". Enza Moscaritolo redazione di Voce di Popolo organo di stampa dell'Arcidiocesi di Foggia-Bovino |
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