Pace possibile ma non voluta
Il Patriarca Latino di Gerusalemme Mons. Michel Sabbah ha analizzato i problemi e le contraddizioni che impediscono la risoluzione del conflitto.
Grande affluenza alla conferenza sulla pace in Terra Santa di venerd́ 10 ottobre 2003 nella Sala del Tribunale di Palazzo Dogana.



Un momento della Conferenza dedicata
alla Pace in Terra Santa


La pace in Terra Santa è una delle questioni che più stanno a cuore ai cavalieri dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro che si prodigano, con iniziative di vario genere, per sensibilizzare l'opinione pubblica a questo scottante tema. Una di queste è stata la conferenza pubblica che si è tenuta a Foggia, a Palazzo Dogana, sede dell'Amministrazione Provinciale, lo scorso venerdì 10 ottobre.
In una sala gremitissima un pubblico qualificato e attento ha ascoltato le parole di un autentico testimone del travaglio della Palestina, S.B. Rev.ma Mons. Michel Sabbah, che vive sulla propria pelle tutti i giorni questo conflitto.

In questo caso stiamo parlando di uno dei conflitti più lunghi della storia dell'uomo, che, senza esclusioni di colpi, trascina dietro di sé una lista infinita di morti e attentati, la guerra che insanguina la Terra Santa tra israeliani e palestinesi: ciascuno in lotta contro l'altro per l'affermazione della propria superiorità territoriale e, quindi, religiosa.

Mons. Michel Sabbah è uno dei più autorevoli punti di vista in grado di descrivere le molteplici implicazioni che compongono questa complessa vicenda, essendo il primo Patriarca latino di Gerusalemme nato in Palestina, a Nazareth, 70 anni fa.

Sua Beatitudine è stato invitato a Foggia dalla sezione Puglia settentrionale dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, ordine nato all'epoca delle crociate per difendere la Terra Santa, e che oggi porta avanti questa missione con una serie di iniziative, per sensibilizzare a questa delicata questione l'opinione pubblica occidentale.

Salutato dal calore del folto pubblico accorso alla Sala del Tribunale di Palazzo Dogana, che ha ospitato l'evento, Mons. Michel Sabbah ha ricevuto i ringraziamenti e i saluti del Presidente della Provincia di Foggia dott. Carmine Stallone, del Sindaco avv. Paolo Agostinacchio, del Preside della locale sezione dell'Ordine comm. Norberto Alessio e del Luogotenente per l'Italia Meridionale avv. Francesco Zippitelli; subito dopo, non ha risparmiato duri attacchi al governo d'Israele, considerato responsabile di questa nuova linea che non lascia spazio al disegno di pace.

"Non sono anti-israeliano, né pro-palestinese: sono a favore della vita, del dialogo, del rispetto, della pace e quanto sta accadendo mortifica ogni timido tentativo, ogni spiraglio di luce " ha affermato.

Sorridente e pacato, ha proseguito nella sua dettagliata descrizione di una situazione assolutamente insostenibile, dove si muore ai checkpoint, dove non è possibile condurre un'esistenza normale, dove l'economia ristagna, dove non c'è più lavoro (il 50% vive di aiuti), di cui deve ritenersi corresponsabile la comunità internazionale.

C'è la volontà di fare la pace da parte dei due popoli, ma non da parte delle loro rispettive autorità ed in particolare, ha rimarcato Sabbah, da quella israeliana. La linea dura di Sharon ha portato il risultato di circa 2600 morti tra i civili e 6000 prigionieri, senza riuscire a combattere il terrorismo nelle sue cause che - come ha ricordato il Patriarca - " trova il suo cibo e il suo humus nella miseria e nella disperazione della popolazione palestinese ridotta allo stremo ".

Parole coraggiose di chi è in prima linea, come i cristiani frapposti fra questi due estremismi: nemmeno i cristiani (circa 350.000 tra Giordania, Israele e Palestina) se la passano bene e sono sempre di più quelli che scelgono la strada dell'emigrazione; " La terra di Gesù ha sempre rifiutato Gesù, ma noi saremo, anche se in pochi, sempre suoi testimoni ".

Un quadro nient'affatto incoraggiante, in cui c'è ancora spazio per la speranza, come ha sottolineato Mons. Tamburrino nel suo intervento finale: sono giunte, infatti, le proposte della CEI per concretizzare la nostra solidarietà al popolo cristiano di Palestina come il gemellaggio tra parrocchie, l'adozione a distanza di studenti, il sostegno all'artigianato locale e a strutture ospedaliere e per orfani.


Il Patriarca di Gerusalemme sulla Tomba di San Pio
Nella mattinata del 11 ottobre, prima di officiare la cerimonia di investitura, S.B. Mons. Michel Sabbah ha voluto recarsi a san Giovanni Rotondo per pregare sulla tomba di San Pio da Pietrelcina. Accompagnato dal Preside comm. Norberto Alessio e dal comm. Antonio De Bellis, il Patriarca con molta commozione si è fermato a pregare per la pace nella Terra di Gesù ai piedi della tomba che conserva le spoglie mortali del Santo Francescano che tanto ha sofferto per amore verso Gesù. È stata la prima volta che Sua Beatitudine pregava a san Giovanni Rotondo.

Collegamenti:
- Album della conferenza sulla pace Terra Santa

-
Album di S. Beatitudine mons. Michel Sabbah sulla Tomba di San Pio da Pietrelcina a S. Giovanni Rotondo

Comm. Alberto Gentile
Delegazione di Foggia
Sezione Puglia Settentrionale - Foggia


L'arcivescovo S.E. Mons. Francesco Pio Tamburrino e S.B. Mons. Michel Sabbah 


da destra: il sindaco di Foggia avv. Paolo Agostinacchio, S.E. Mons. Tamburrino,
S.B. Mons. Sabbah, il Presidente della Provincia di Foggia dott. Carmine Stallone,
il comm. Norberto Alessio (in piedi) e il
Luogotenente per l'Italia Meridionale
S.E. Cav.Gr.Cr. avv. Francesco Zippitelli.
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