Il beato Bartolo Longo un esempio mirabile di essere cavaliere del Santo Sepolcro


Un quadro che ritrae il beato Bartolo
Longo con alcuni bambini.


Il beato Bartolo Longo nacque a Latiano, in provincia di Brindisi, l'11 gennaio del 1841, dotato di eccellente memoria, ancora giovanissimo comincia, con ottimi risultati, a frequentare la facoltà di Legge all'Università di Napoli.
Attraverso amici e professori si avvicinò al mondo dello spiritismo, abbandonando completamente la fede cattolica nella quale era stato educato.
Grazie al professor Vincenzo Pepe ed al domenicano padre Alberto Radente, tornò sulla via del bene. Lo convinsero a confessarsi e comunicarsi, e per Bartolo cominciò una nuova vita al servizio della Santa Vergine. Grazie alla beata Caterina Volpicelli, conobbe la Contessa Marianna Farnararo de Fusco, rimasta vedova in giovane età con cinque figli piccoli.

Proprio per curare le sue proprietà, giunse, nel 1872, in Valle di Pompei. Trovandosi per le campagne intorno a Pompei, venne tormentato da un forte dubbio, che ormai era ricorrente: "come avrebbe fatto a salvarsi, a causa delle esperienze poco edificanti della vita passata?" Era mezzogiorno e al suono delle campane si accompagnò una voce: "Se propaghi il Rosario, sarai salvo!".
Capì, allora, quale era la sua vocazione e si propose di non allontanarsi da Valle di Pompei, senza aver diffuso il culto alla Vergine. L'incarico che ebbe dalla contessa Marianna lo portò a contatto con la miseria morale e materiale del popolo. Per cercare di porvi rimedio, fondò subito la "Congregazione del Santo Rosario", cominciò a distribuire medagliette e coroncine, visitando le campagne e insegnando alla gente la preghiera e, su consiglio del Vescovo Nola, costruì una chiesa, consacrata a Maria, mettendo sull'altare il prodigioso quadro della  S. Vergine, che giunse da Napoli il il 13 novembre del 1875.
Cominciarono a moltiplicarsi i miracoli, che attirano numerosi pellegrini e portano un considerevole afflusso di denaro che venne subito impiegato per la costruzione di un orfanotrofio, per accogliere orfani e figli di detenuti, assicurando loro un'educazione, l'apprendimento di un mestiere e la conoscenza della fede. Tuttavia, la fraterna collaborazione fra Bartolo e la contessa fece nascere pettegolezzi e calunnie.
Così, su consiglio di papa Leone XIII, decisero di sposarsi, pur lasciando invariati i loro rapporti. L'opera, intanto cresceva, con il continuo sorgere di nuovi edifici e servizi pubblici, allontanando sempre di più lo spettro della miseria da quei luoghi.

Il 5 maggio 1901 fu inaugurata la facciata della Basilica, eretta con il contributo di fedeli di ogni parte del mondo e dedicata alla Pace Universale.
Purtroppo il figlio maggiore della contessa, a seguito di incauti affari, sull'orlo del fallimento si appropriò delle offerte dei fedeli. Per far terminare lo scandalo seguitone, Bartolo Longo rinunciò a tutte le sue opere, affidandole alla S. Sede. Morì a Pompei il 5 ottobre del 1926, all'età di 85 anni, colpito da polmonite bilaterale. Le sue ultime parole furono:
"Il mio unico desiderio è quello di vedere Maria, che mi ha salvato e mi salverà dalle grinfie di satana"
.

L'opera del Longo ha avuto il suo solenne riconoscimento con la sua Beatificazione da parte di Giovanni Paolo II, avvenuta il 26 ottobre 1980.

Bartolo Longo fu cavaliere del Santo Sepolcro e le sue spoglie mortali sono conservate a Pompei ancora ricoperte del bianco mantello dell'ordine del Santo Sepolcro.

A cura del cav. Alberto Gentile

Bartolo Longo fotografato con i bambini orfani di cui si prese cura.


Bartolo Longo con il bianco mantello di cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro in un dipinto che prega avanti
al quadro della Madonna del Rosario.
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