Considerazioni storico-giuridiche sulla Cavalleria e sugli Ordini Cavallereschi
di Francesco Biasi (19.06.2003)

La "Cavalleria" medievale, fenomeno sociale strettamente occidentale e connotato di valenze religiose cristiane, potrebbe erroneamente ricondursi all' "ordo equester", ceto affermatosi in Roma a partire del II secolo a. C. Gli "equites" in origine erano esclusivamente coloro che potevano mantenere a proprie spese un cavallo in guerra, rappresentando così una classe sociale, compresa tra l'aristocrazia senatoria e la plebe, oggigiorno definibile media. Tuttavia l' "ordo equester" nulla ha in comune con la "Cavalleria" medievale, da cui derivano gli attuali ordini legittimi.

Il Beato Raimondo Lullo (1235-1315), filosofo e mistico catalano martirizzato dagli Arabi, nella sua opera dal titolo "Libre del Orde de Caballeria" afferma che la Cavalleria sia nata, in tempi remoti, per l'esigenza di uscire dalla degenerazione sociale creatasi. Il Lullo sosteneva che ogni mille uomini ne fosse stato scelto uno per diventare Cavaliere, dunque difensore dei giusti.

E' nell'universo barbarico che possiamo riscontrare i valori propri della Cavalleria come status: il possesso delle armi come simbolo di casta, l'iniziazione alla vita militare (adoubament), il rapporto personale di fedeltà tra signore e vassallo. Su questi principi propri del mondo germanico si innesta l'importante funzione della Chiesa di Roma che reinterpretando la violenza e l'ispirazione guerresca darà la disciplina dei valori morali cristiani ai nuovi "milites". Da qui l'immagine del Cavaliere che senza macchia e senza paura difende i poveri, i deboli, i religiosi. L'uso militare del cavallo, già proprio dei Barbari, connoterà questa nuova classe sociale che prenderà il nome da questo animale ritenuto il più nobile.

Possiamo, non senza forzature, individuare la data di nascita della Cavalleria Cristiana nella notte di Natale dell' 800, quando Carlo Magno fu incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero da Papa Leone III, in netto contrasto con l'Impero di Bisanzio. La consacrazione di Carlo rappresenta la trasformazione della forza militare e politica franca, quindi barbara, in autorità imperiale ideale continuatrice di Roma e protettrice della Chiesa. L'Impero Carolingio si disse Sacro e Romano, ma lo potremmo definire anche Germanico, giacché la sua genesi ed i suoi caratteri sono da ricercarsi nel mondo barbaro. Il Cavanna nota che: "Il Sacrum Imperium ci appare così il frutto di un processo di reciproca assimilazione di cristianità, di romanità e di germanesimo, di innesto della tradizione culturale e civile latina nella tradizione cristiana e in quella germanica." [i] .
Nel mondo franco e quindi nel Sacro Romano Impero si afferma il sistema feudale, basato sul rapporto fiduciario tra "dominus" e vassallo. Questi era tenuto a fornire al suo signore, in caso di guerra, un contingente militare preferibilmente a cavallo.
Nell'878 Papa Giovanni VIII invita i Cavalieri a combattere gli Infedeli.

Conosciamo pontificali assai antichi, come quello dell'abbazia di Sant'Albano di Magonza databile intorno al 950, relativi alla consacrazione cavalleresca e alla benedizione delle armi.
E' solo alla fine dell'undicesimo secolo, con le Crociate, che nascono le Milizie Cavalleresche tuttora esistenti [ii] .
Per entrare a far parte di un Ordine Cavalleresco era necessario essere di nobili origini e di comprovata fede cristiana. Il "novizio", mediante solenne cerimonia e dopo funzioni purificatrici, veniva "creato Cavaliere" con il conferimento delle armi. A colui che veniva investito era richiesta la pronuncia dei voti propri degli ordini monastici.

La Cavalleria è un fenomeno esclusivo dell'Occidente cristiano, che suggestionò molto gli Islamici a tal punto che il Saladino volle essere ordinato Cavaliere dal nobile francese Hugues De Tabarin, catturato in guerra. Allo stesso modo il mamelucco Octai chiese a San Luigi IX di Francia, suo prigioniero nell'anno 1250, l'investitura.
Se per entrare a far parte di una Milizia Cavalleresca era necessario esser nobile, l'investitura a Cavaliere da parte di un signore feudale inizialmente era essa stessa nobilitante; tuttavia col tempo per accedere alla "Cavalleria" furono necessari comprovati requisiti gentilizi, essendo essa diventata una casta chiusa.

Gli attuali Ordini Cavallereschi legittimi, comprensivi di classi di merito e classi nobiliari o nobilitanti, li distinguiamo in dinastici (patrimonio legittimo di una dinastia sovrana o ex sovrana), pontifici (patrimonio della Santa Sede), nazionali (conferiti da uno Stato sovrano), sovrani (Sovrano Militare Ordine di Malta). Altresì esistono Ordini cattolici, protestanti, e laici (Ordine al Merito della Repubblica Italiana, etc.), anche se alla luce di quanto precedentemente scritto ciò appare paradossale.
La storia ha conosciuto anche Ordini riservati alle donne, come ad esempio quello delle Dame della Scure (Spagna, 1149) e quello del Ventaglio (Svezia, 1744).

Col tempo, purtroppo, si sono acclarati anche numerosi Ordini fasulli [iii] , ovvero senza alcuna legittimazione, che talora dietro ricompense in danaro forniscono altisonanti titoli e riconoscimenti d'inesistente nobiltà. Duole che talora financo i religiosi, ignorando le chiare disposizioni della Santa Sede, più volte espressasi in merito [iv] , accettino dubbie decorazioni.
Soffermiamo l'attenzione su alcuni antichi Ordini tra cui, in primo luogo, quello del Tempio che ha molto affascinato scrittori e studiosi sia per l'enorme potere che riuscì ad accumulare nel breve tempo della sua esistenza, sia per determinati elementi misterici legati a taluni culti templari su cui non è stata fatta piena luce.

La Milizia fu fondata nel 1188 a Gerusalemme da pochi Cavalieri, guidati dal nobile francese Ugo di Panys, che, secondo la tradizione, si presentarono al Re cristiano Baldovino cavalcando in due un solo cavallo. L'immagine del cavallo con la duplice cavalcatura fu considerata il simbolo dei Militi, allusiva alla loro originaria povertà che non permetteva un cavallo singolarmente, o anche ad una loro particolare tecnica di combattimento. Non è da escludersi, comunque, che la figura di cui sopra avesse una valenza misterica.

Papa Onorio II, al Concilio di Troyes del 1128, riconobbe la regola dell'Ordine che fu chiamato " del Tempio" perché la prima sede fu collocata sulle rovine del Tempio di Salomone.
In breve tempo i Templari, tutti di nobili origini, acquistarono fama di valorosi guerrieri temuti e rispettati, tanto che il solo nome incuteva timore nelle schiere avversarie.
La Milizia, con accortezza economica, creò un sistema di credito paragonabile al nostro sistema bancario, ideando strumenti economici sconosciuti al tempo, come ad esempio l'assegno e il traveller's chèque. Essa arrivò ad esercitare il credito anche a numerosi Sovrani dell'epoca e in tal modo acquistò un consistente potere economico.
Proprio questo grande potere fu alla base della tragedia: il Re di Francia Filippo il Bello, indebitatosi con l'Ordine, tramò per distruggere tale potentato ed acquisirne le ricchezze.

Tutto avvenne nella notte del tredici ottobre 1307 quando furono arrestati, con accuse infamanti di ogni specie, i Cavalieri Templari di Francia che, confidando nella forza della loro organizzazione, non opposero resistenza. Costoro sottoposti ad atroci tormenti furono costretti ad ammettere le nefandezze di cui erano accusati. Infine nell'anno 1312 Papa Clemente V sciolse definitivamente "Il Tempio" e quanti dei suoi membri che sfuggirono a una condanna vennero assorbiti in prevalenza dall'Ordine di Malta.

Alla base delle accuse mosse vi era la presunta adorazione di un idolo bifronte denominato "Baphomet" da parte degli inquisiti. Nel processo questo fu inteso come un chiaro segno di eresia, ma alcuni storici sostengono che questa raffigurazione volesse rappresentare un agognato tentativo di unione delle due civiltà contrapposte, Cristiana ed Islamica. In ogni modo, erano notevoli i contatti tra i Templari e la setta ismaelita degli Assasi. Lo stesso stendardo di questi Cavalieri (Vaucent), in bianco e nero, indicava l'unione degli opposti.

Nel 1314 fu bruciato sul rogo l'ultimo Gran Maestro, Jack De Molay; tuttavia pare che l'Ordine, che oggi è da considerarsi estinto, continuò in segreto ad operare. Addirittura una leggenda vuole che il boia di Luigi XVI Re di Francia, ultimo discendente di Filippo il Bello, sia stato un Templare che avrebbe così vendicato i suoi confratelli.
Secondo una tesi condivisa da molti, nella massoneria di rito scozzese vi sono alcuni elementi di riti templari non pienamente noti.
Il Sovrano Militare Ordine di Malta (S.M.O.M.) ha un particolare status nell'ambito del diritto essendo un'organizzazione internazionale rappresentata all'O.N.U., dotata di sovranità, le cui rappresentanze, pertanto, godono di diritto di extraterritorialità e le cui vetture hanno targhe proprie. Coloro che nell'Ordine ricoprono alte cariche hanno passaporto diplomatico e il Gran Maestro ha riconosciuta la dignità di Capo di Stato.

Si tratta di un antico e prestigioso Ordine Cavalleresco essenzialmente nobiliare, ma anche con classi cui si accede per merito, contraddistinto da un'intensa attività benefica ed assistenziale.
L'emblema dei Cavalieri, chiamati anche Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, è la Croce ad otto punte, detta amalfitana, simboleggiante le otto beatitudini. Tale simbolo deriva dall'organizzazione originaria della Milizia basata su di un ospedale dedicato a San Giovanni, fondato a Gerusalemme da alcuni mercanti d'Amalfi antecedentemente alla prima crociata, dietro pagamento di un tributo ai governanti islamici.

Con il tempo, l'Ordine assunse una funzione militare-religiosa.
Gli appartenenti a tale regola cavalleresca, contraddistinti da un mantello nero, erano talmente temuti dai nemici arabi che, se catturati, venivano immediatamente giustiziati, come avveniva anche con i Templari.
Dopo la caduta di Gerusalemme e dei Regni Cristiani in Oriente, gli Ospitalieri spostarono la loro sede prima a Cipro e poi a Rodi, trasferendo sul mare la lotta agli Infedeli.

Rodi fu abbandonata dalla Milizia nel 1522 quando l'isola fu espugnata, dopo un assedio durato sei mesi, da un esercito turco di duecentomila uomini guidati da Solimano II. Questi, per il valore dimostrato nella difesa, riconobbe agli sconfitti l'onore delle armi.
Dopo una fase incerta, il 23 marzo 1530, l'Ordine ottenne in feudo dall'Imperatore Carlo V l'isola di Malta, in cambio del simbolico tributo annuo di un falcone da caccia.

Da questo momento in poi i Cavalieri di San Giovanni furono detti "di Malta", e rimasero stanziati su quest'isola, difendendosi da numerosi attacchi (tra i quali ricordiamo quello del 1565 da parte di Solimano III), sino al 1798, quando furono cacciati da Napoleone, cui non fu opposta resistenza in osservanza dell'antico principio cavalleresco di non spargere sangue cristiano.
Nel 1827, per concessione di papa Leone XII, lo S.M.O.M. s'insediò in Roma, dove tutt'oggi, in Via Condotti, ha la sede principale.
Prendiamo ora in esame il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Ordine dinastico, cattolico, disciplinato un tempo dalla regola di San Basilio, che l'antica tradizione vorrebbe istituito dall'Imperatore Costantino che nel 313, prima della battaglia contro Massenzio, folgorato dalla visione della Croce con la scritta "In Hoc Signo Vinces", avrebbe fatto realizzare un labaro con questo simbolo e incaricato cinquanta valorosi militi di scortarlo: costoro sarebbero stati i primi "Cavalieri " della Cristianità.
Tralasciando la leggenda e alla luce dei documenti sappiamo che l'istituzione della Milizia, messa sotto la protezione di San Giorgio, considerato il patrono della Cavalleria, si deve all'Imperatore bizantino Isacco Angelo Comneno nell'anno 1190. Dal nome di tale monarca deriva l'aggettivo di "angelico" attribuito in origine all'Ordine che conserva, peraltro, l'appellativo di "costantiniano", per la presunta discendenza dei Comneno da Costantino, il leggendario fondatore.

I Comneno conservarono la suprema carica del S.M.O.C. di San Giorgio anche dopo la caduta di Costantinopoli (conquistata da Maometto II) nel 1453 e la loro conseguente perdita del trono.
Con la bolla "Quod alias" del 17 luglio 1550 Papa Giulio III riconobbe l'Ordine. Nel 1699 Il Principe di Macedonia, Giovanni Andrea Angelo Flavio Comneno, cedette al Duca di Parma e Piacenza, Francesco Farnese, il Gran Magistero. Questo diritto pervenne per successione al figlio di Filippo V, Re di Spagna, e di Elisabetta Farnese Don Carlo di Borbone (1716-1788) che divenne Duca di Parma e Piacenza nel 1731 e successivamente Re di Napoli e di Sicilia, nel 1734.
Nel 1719 Papa Clemente XI si felicita con i Costantiniani che hanno valorosamente combattuto in Dalmazia contro i Turchi.
La titolarità dell'Ordine rimase ai Borbone Due Sicilie, spodestati dai Piemontesi nel 1861 (il 13 febbraio 1861 cadde Gaeta dopo una valorosa resistenza guidata da Francesco II e dalla moglie Maria Sofia).

Tutt'oggi la dignità di Gran Maestro spetta a Sua Altezza Reale il Capo della Casa Reale Borbone delle Due Sicilie, titolo rivendicato sia da Don Carlos, Infante di Spagna, sia dal suo secondo cugino Don Ferdinando Maria, cosicché il Sacro Ordine viene oggi conferito da due rami della Casa delle Due Sicilie [v] .
La Milizia comprende categorie di difficile accesso, riservate a coloro i quali dimostrano la nobiltà della famiglia d'appartenenza [vi] , oltre a categorie che non richiedono requisiti gentilizi.

Il simbolo dei Cavalieri Costantiniani è la Croce gigliata, di color porporino e orlata d'oro, con alle quattro estremità le lettere I, H, S, V (In Hoc Signo Vinces). La Croce è caricata al centro dal monogramma composto dalle lettere greche X e P e sui bracci porta le lettere alfa e omega.
Infine trattiamo dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalamme, Ordine di collazione pontificia. Sappiamo che nell'anno 615 esisteva nella Città Santa un gruppo di religiosi che, vivendo secondo la regola di Sant'Agostino, custodivano il Sepolcro del Cristo.

Prescindendo da affascinanti suggestioni, possiamo individuare l'antica origine dell'Ordine nel 1099, quando Goffredo di Buglione, a capo dei crociati, conquistò Gerusalemme. Tale condottiero, rifiutata la carica di Re, accettò la dignità di "Difensore del Santo Sepolcro" e istituì un gruppo di Cavalieri a difesa del Santo Luogo.
Nel 1114 Arnolfo, Patriarca di Gerusalemme, creò l'Ordine dei Canonici del Santo Sepolcro, disciplinato dalla regola agostiniana. Tale Milizia ebbe l'approvazione papale da Callisto II nel 1122. Essa si rafforzò e partecipando alle lotte contro i Saraceni acquistò prestigio. E' emblematico che in una della prime raffigurazioni artistiche della tematica relativa alla lotta dei Cristiani contro gli Infedeli, sulle vetrate della Cattedrale di Saint Denys [vii] , in prossimità di Parigi, sia rappresentata una battaglia dei Cavalieri fregiati dell'effigie raffigurante la Croce di Gerusalemme.

Nel 1489 Papa Innocenzo VIII unì l'Ordine di cui sopra a quello di San Giovanni (detto poi di Malta). Tale unione durò sino al 1497, quando Alessandro VI ripristinò la soppressa autonomia. Questa fu confermata da Papa Clemente XI nel 1708 e da Papa Benedetto XIV nel 1746, che, altresì, autorizzarono Il "Padre guardiano di Terrasanta " ad armare i Cavalieri.
L'attuale organizzazione dell' O.E.S.S. di Gerusalemme, di cui fecero parte, tra gli altri, Andrea Doria e lo Chateaubriand, la si deve a Pio IX che nel 1847 rinnovò gli Statuti.

Successivamente Pio X stabilì che la suprema carica dell'Ordine spettasse alla Sua persona, ma Pio XI, nel 1928, la trasferì al Patriarca Latino di Gerusalemme. Sarà Pio XII nel 1949 ad affidare il Gran Magistero ad un Cardinale.
Gli attuali statuti sono del 1977.
Il Padre Bonifacio di Ragusa, Custode di Terrasanta nel 1553, emanò una bolla in relazione alla quale i Cavalieri del Santo Sepolcro godevano del titolo di Conti Palatini, avevano il diritto di nominare notai, concedere stemmi nobiliari ed erano esenti da gabelle. Tali privilegi furono confermati da Papa Urbano VIII nel 1642 e da Papa Benedetto XIV nel 1746 (bolla "In Supremo").
Goffredo di Buglione concesse agli appartenenti alla Milizia il privilegio di suggellare i propri documenti con la cera bianca (i Cavalieri di Malta ed i Templari usavano la cera nera, mentre i Costantiniani quella azzurra).

L'Ordine, che ha fini religiosi e caritativi ed opera numerose iniziative benefiche in Terrasanta e i cui statuti prevedono varie decorazioni e gradi cui si accede per meriti, ha per simbolo la cosiddetta Croce di Goffredo, detta anche di Gerusalemme, ovvero la Croce potenziata con quattro crocette agli angoli, tutte rosse, per rappresentare la Passione e le Cinque Piaghe del Cristo; tale simbolo è molto antico: ne dà testimonianza una moneta longobarda del secolo VIII.

Bibliografia:
 - Annuario della Nobiltà Italiana, Milano 2000
- Cavanna A., Storia del diritto moderno in Europa, Milano 1982
- Ceballos Escalera y Gila A., Espana y las òrdenes dinàsticas del Reino de las Dos Sicilias , Madrid 2000
- Cuomo F ., Gli Ordini Cavallereschi, Roma 1992
- Cuomo F., Storia ed epopea della Cavalleria, Roma 1995
- Flori J., Cavalieri e cavalleria nel Medioevo, Torino 1999
- Gallo E., Il Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costaniniano di san Giorgio, Roma 2002
- Keen M., La cavalleria, Napoli 1986
- Partner P., I Templari, Torno 1993
- Pecchioli A., I Cavalieri del Santo Sepolcro, Roma 1991
- Pelliccioni di Poli L., G li Ordini Cavallereschi di uso legittimo in Italia, Roma 1991
- Pelliccioni di Poli L., Gli Ordini Cavallereschi legittimi d'Italia, Roma 2002
- Ruo R., Saggio storico degli Ordini Cavallereschi antichi e moderni estinti ed esistenti nel Regno delle Due Sicilie , Napoli 1832
- Spada A., Gli Ordini Dinastici della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, Brescia 1983
-Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio
, pubblicazione a cura della Reale Cancelleria dell'Ordine, Madrid 1998
-Pareri e Informazioni.sulla questione concernente al titolo di Capo della Reale Casa di Borbone Due Sicilie e al Gran Magistero del sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio,
Madrid 1986 

[i] A. Cavanna, Storia del diritto moderno in Europa, Milano 1982, p. 23.
[ii] Tralasciando la mitica fondazione nel 313, ad opera dell'Imperatore Costantino, del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.
[iii] La legge n. 178 del 1951 vieta il conferimento di onorificenze, deorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione da parte di enti, associazioni o privati. La pena è da sei mesi a due anni oltre ad una multa. Anche l'utilizzo delle onorificenze non Statali è soggetto ad autorizzazione, tranne che per gli Ordini della Santa Sede, dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e del Sovrano Militare Ordine di Malta.
[iv] Si vedano, ad esempio, gli articoli apparsi su "L'Osservatore Romano" nelle date 21 marzo 1952 e 4 luglio 2002.
[v] La disputa si basa sulla validità o meno della rinuncia che, nel 1900, il nonno di Don Carlos avrebbe fatto al titolo di Capo della Casa, giacché Don Ferdinando Maria è discendente di un fratello minore del rinunciante. In Italia e nel mondo sono numerosi sia i fedeli di Don Carlos sia quelli di Don Ferdinando Maria, aspettando la risoluzione, forse assai lontana, di un dibattito quanto mai aperto.
[vi] Categorie di Giustizia, Iure Sanguinis o di Grazia.
[vii] Dove venivano custoditi la spada, lo scettro e la corona per la consacrazione del Re di Francia, oltre agli stendardi portati in battaglia.

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